L’intimo sbagliato che fa male alla salute

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Le donne spesso scelgono la biancheria intima principalmente per sedurre i loro partner oppure per mettere in risalto le forme del proprio corpo, dando poca importanza alla praticità ed all’igiene. Si tratta di un grave errore poiché un intimo sbagliato può provocare problemi anche piuttosto seri a livello igienico e sanitario. Ad esempio la scelta del reggiseno sbagliato, con una misura non indicata alle proprie necessità, può provocare controindicazioni come problemi alla schiena o mal di stomaco.

La scelta sbagliata del reggiseno può avere effetti indesiderati anche per le donne che fanno sport e che invece dovrebbero optare per un modello adatto alle loro forme, essendo in continuo movimento.

Conseguenze della scelta di un reggiseno sbagliato

Utilizzare il reggiseno sbagliato e non adatto alle proprie forme può provocare una serie di complicazioni e criticità come: cedimento del seno, dolori alle spalle e al collo, problemi di natura intestinale ed eruzioni cutanee.

donna che si allaccia il reggisenoI tradizionali reggiseni non garantiscono la resistenza necessaria alle continue sollecitazioni durante un’attività sportiva, perciò si manifestano problemi di postura che a loro volta sono causa di tensioni muscolari. Addirittura l’errata regolazione delle bretelle può provocare irritazioni e mal di testa causati dalla diminuzione della quantità di sangue che affluisce. Per scegliere il reggiseno adatto bisognerebbe indossarlo, provarlo e tenerlo per qualche minuto.

La scelta degli slip sbagliati provoca prurito vaginale

Un altro tema molto delicato riguarda la scelta degli slip intimi, che in alcuni casi possono essere la causa di un fastidioso prurito vaginale.

Si è calcolato che il 60% dei pruriti intimi dipende dall’utilizzo di slip sbagliati, che associato a comportamenti e abitudini di vita poco igieniche può addirittura modificare il pH di tutta l’area genitale femminile e alterare la microflora. Non bisognerebbe utilizzare troppo a lungo i salvaslip e nemmeno quei capi intimi che non assicurano la giusta aerazione in questa delicata parte del corpo. Senza un’adeguata aerazione aumenta l’umidità, condizione che favorisce lo sviluppo dei microorganismi patogeni.

Come eliminare i pruriti intimi esterni

pruriti intimi esterni sono problemi piuttosto frequenti per le donne, soprattutto in presenza di micosi e dermatiti. In questi casi è consigliabile eliminare i capi intimi colorati, soprattutto se prevedono l’utilizzo di coloranti a dispersione.

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Da mettere al bando anche gli slip realizzati con fibre sintetiche come il nylon, fibre artificiali come la viscosa, la microfibra di poliestere ed il poliammide e quelli ottenute da fibre riciclate da scarti animali o vegetali. Questi capi di abbigliamento possono causare un intenso bruciore o prurito vaginale, poiché non riescono ad assorbire l’umidità per poi cederla. Queste condizioni favoriscono la formazione di un ambiente umido e caldo che agevola la comparsa e la formazione di infezioni micotiche e batteriche che compromettono l’equilibrio delle mucose.

É inoltre sconsigliabile indossare l’intimo trattato con antimicrobici a rilascio, indipendentemente che sia in cotone o in fibre sintetiche. Lo zinco, l’argento ed il triclosan sono sostanze antibatteriche a rilascio utilizzate per limitare la proliferazione batterica, ma vengono progressivamente assorbite dalla pelle alterando la flora microbica che rappresenta in questo caso una barriera per le mucose e per la cute contro i microrganismi patogeni.

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