La guerra dei leggings: dagli anni ’50 ad oggi

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Era il 1950 quando lo stilista Emilio Pucci creò i primi leggings (meglio chiamati fuseaux all’epoca) per dare risalto alle forme della figura femminile. Furono portati al successo dalla nostra regina del bon ton Audrey Hepburn, che li indossò sia sul grande schermo che nella vita privata, regalando a questo capo un tocco di eleganza in più alla sua, già innata. Negli anni successivi vennero prodotte alcune varianti come i Capri o con fascia elastica da mettere sotto il piede, usati comunemente per lo sci e per la danza.

I leggings, come li conosciamo oggi, arrivano negli anni 70 ma è grazie alla poliedrica Madonna che si vedono sulle gambleggingse della maggior parte delle donne; vengono poi messi negli armadi e nei dimenticatoi, negli anni ’90.
Dobbiamo ringraziare la griffe Max Mara nel 2006 se questo comodo indumento è tornato tra noi, dando il via a tutte le case di moda nella produzione degli stessi con diverse decorazioni e colori.

Nei decenni l’uso di questo capo è molto cambiato: pur essendo nato per essere indossato da donne regine di stile ed eleganza, che riuscivano ad abbinarlo in maniera perfetta, è dal 2009 che i leggings vengono indossati in modo improprio.

Piccoli consigli per indossare i leggings con gusto

Ci sono delle regole fondamentali da seguire per portare i leggings al meglio (tralasciando il fatto che i gusti sono gusti ed ognuno è libero di fare la propria scelta):

leggings

  • È bene ricordare che i leggings non sono pantaloni e che non devono essere abbinati con magliette o camicette corte: per quanto si possa avere un bel fisico, il buon gusto non perdonerebbe;
  • Le fantasie leopardate o comunque vivaci vanno lasciate a Lady Gaga o, comunque, a persone che sanno osare con stile;
  • Un bel dieci e lode alle tinte nere o grigie, abbinabili con ogni capo;
  • I leggings devono passare inosservati e, quindi, i suoi giusti compagni di viaggio dovranno essere maglie oversize, camicie lunghe (anche legate con cintura), gonne; basta che il nostro lato B (per quanto perfetto sia) venga coperto;
  • Si alle ballerine stile Audrey e ai tacchi (ricordate: tacco ma non troppo).

Queste sono solo delle piccole regole il cui fine è quello di rendere idealmente Gabrielle Coco Chanel fiera di noi e fare in modo che Carla Gozzi non suoni alla nostra porta, inorridita, urlando: “Ma come ti vesti?” 

Scopri tutti i consigli nella nostra sezione del BLOG MODA DONNE

 

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