Gucci e la nuova classe maschile 2016: un tocco di femminilità e classe

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Al salone di Milano l’obiettivo del nuovo Alessandro Micheli è “vestirsi meno”. Come egli stesso sostiene, l’avvicinare i capi maschili a quelli femminili ha portato più eleganza e lasciare scoperte alcune parti del corpo è il suo punto forte. La bellezza maschile prende vigore e lascia spazio ai sui lati leziosi e sinuosi. Vi sono jeans aderenti a zampa e camice floreali o in pizzo trasparente. Mega pigiamoni stile rinascimentale e scarpe simili a quelle delle ballerine.

gucci uomo

Insomma, decisamente un nuovo modo di pensare alla virilità maschile e allo stesso tempo una nuova voglia di non avere più freni. Il mondo sta cambiando decisamente e il rendere la bellezza in qualche modo “alla pari” dà tante soddisfazioni. Il mondo femminile adesso è un mondo più pratico, dove le donne lavorano, stancano e necessitano di abiti sempre più vicini a quelli maschili. La donna non è diventata più forte, è semplicemente più autonoma e non riconosce più protezione nell’altro sesso. Perché? Perché l’uomo finalmente sta dando sempre più spazio alle proprie emozioni e alle proprie manie.

Piano piano ha capito che per virilità non occorre solo parlare di muscoli e abbronzatura e il suo essere virile e sexy può dipendere il più delle volte anche dalla sua sensibilità. Gucci mostra questo lato. Un lato che spesso ha paura di venir fuori, un lato che c’è sempre stato e spesso sotterrato dalla società. Un uomo affascinante ed elegante che veste i propri sentimenti e i propri pensieri e non quello che lo sguardo giudice della gente gli impone. Un uomo che al contempo non sa bene quello che vuole poiché il dubbio è la sua arma vincente.

Un uomo che non ha più pilastri precostituiti e non li vuole, ma che fluttua. Un nuovo Dandy che è pronto a scagliarsi contro tutti pur di difendere il suo stato d’animo. La collezione moda Gucci è tutto questo. Ed è proprio per questo motivo che Micheli anche quest’anno ha fatto centro. E il suo lasciare parti del corpo un po’ scoperte demarca la sensualità che non deve mai essere coperta. Una gran bella collezione dunque che si aspetta venga vista più spesso. Perchè il vestito parla, e le passerelle possono essere e sono un interessante grande libro di antropologia, dove il cambiamento umano viene perfettamente “appiccicato” su pochi metri di stoffa.

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